giovedì 5 luglio 2012

Una vacanza all'insegna del gusto ? Nel Biellese!

Piatti semplici di antica tradizione che nascono dal connubio di prodotti d'alpeggio con i prodotti della pianura, modeste risorse di un'agricoltura povera, in un mondo d'altri tempi. Questo è ciò che offre al turista la zona del Biellese, in Piemonte. Insieme con i prodotti caseari le zuppe, le minestre e la polenta sono le vere protagoniste di una cucina che ha origini genuinamente rustiche. Piatto tradizionale della conca di Oropa, la cui fama ha però varcato i confini del territorio biellese, è la "pulenta cunscia", morbida crema di mais cotta a lungo nel paiolo, nella quale viene sciolto abbondante formaggio locale e incorporato gustoso burro di cascina. Gli stessi condimenti insaporiscono il "ris an cagnùn", cioè riso lessato e amalgamato con toma e burro soffritto: preparazioni semplici e antiche che fondono le risorse di alpeggio con i prodotti della pianura. Il riso è pure ingrediente del "mactabe", densa minestra e piatto unico serale per molte generazioni di Biellesi, del "ris e riundele" - riso e malva - o della "minestra marià" - riso, biete o spinaci selvatici. Questi piatti si possono degustare al Ristorante della Bessa nel parco omonimo oppure al Ristorante Da Enrico a Zimone. La carne, un tempo raramente presentata in modo trionfale, entra come ingrediente timido, con le uova, le verdure e i profumi dell' orto, nei ripieni dei "capunét" - involtini di foglie di bietola o di cavolo - dei fiori di zucca e delle cipolle. Gli insaccati sono prodotti in grande varietà (assai diffuso è il "salam 'd l'ula", cioè conservato sotto grasso) e sono impiegati in cucina anche nella preparazione di piatti tradizionali, quali la "frità rugnusa" - frittata con il salame - o la "verzata" - ricca minestra, quasi un piatto unico, di cavolo verza e salame. Le trote dei torrenti di montagna e i coregoni del lago di Viverone sono giustamente rinomati per la loro delicatezza. Nel Biellese un'agricoltura poco redditizia ed una pastorizia diffusa hanno influenzato molto la cucina tradizionale. Quindi ogni valle produce i suoi formaggi peculiari, tra cui predomina la toma. Ogni paese vanta una specialità dolciaria, ma in tutto il territorio è tipica "l'arsumà", morbida spuma di uova e zucchero diluita con latte o vino, da gustare con torcetti e biscotti fragranti di forno o con le "miasce", sottili cialde di farina di mais. Se le acque del Biellese sono famose per l'eccezionale leggerezza (l'acqua oligominerale Lauretana è oggi l'erede di un' antica tradizione idroterapica), non manca neppure una buona gamma di vini tra cui spiccano rinomati D.O.C.; Biella vanta inoltre una birra di qualità eccellente, la Menabrea, giudicata la migliore del mondo nel tipo Lager. Un cenno di riguardo merita infine il Ratafià di Andorno,ricavato dalla macerazione alcolica di ciliegie selvatiche, secondo una ricetta vecchia di 500 anni Nicoletta Curradi

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