sabato 17 settembre 2011

Nel gioiello rinascimentale mugellano di Villa Le Maschere, oggi adibito a prestigioso resort, si battezza un’assoluta novità nel panorama del turismo gastronomico toscano.

In un settembre in cui, come ogni anno, è davvero difficile orientarsi fra le tante proposte di feste e sagre più o meno degne di visita sparse ovunque inToscana noi abbiamo scelto di suggerirvi qualcosa di nuovo a queste latitudini.

Per la prima volta infatti e in maniera assolutamente competente, cucina,storia, arte e musica si fondono in un calendario di appuntamenti da scoprirecon tutti i sensi dove la cultura e la tradizione della tavola accompagneranno menù esclusivi d’epoca fra musiche, costumi, notizie ed anedotti.

"Cibo arte e cultura" questo il nome della serie di appuntamenti proposti apartire da sabato 17 settembre e fino al 5 novembre al resort di Barberino diMugello che condurranno in maniera insolita e stimolante alla scoperta delle grandi tradizioni toscane turisti, curiosi, gastronauti e appassionati.

Un mix insolito che svela la Toscana e la sua grandezza nel mondo attraverso la tavola. Partendo dal cibo, prima e arcaica forma di cultura e tradizione che contrassegna un popolo e un’epoca, negli appuntamenti di Villa le Maschere si degusteranno antiche ricette e riscoprire le atmosfere dell’epoca di riferimento sotto la regia attenta di Elisa Marianini guida storica-culinaria che, fra una portata e l’altra, racconterà notizie, curiosità, usanze e anedotti.

S’inizia sabato 17 settembre alle ore 20,00 con la cucina medievale, ma nel corso della prima serata si guarderà anche al passato per scoprire la differenza con la cucina romana sia nell'uso del sedersi a tavola sia nei cibi proposti. Verranno illustrate le teorie di Ippocrate e Galeno e la"teoria dei quattro umori", i Tacuini sanitatis che illustrano lavita quotidiana nel Medioevo e le usanze alimentari raccontate attraverso le novelle del Sacchetti e del Boccaccio. Saranno infine illustrati i legami fra la cucina e grandi artisti quali Cimabue, Giotto, Donatello, Brunelleschi e il tutto con accompagnamento di musica medievale.

Si proseguirà con "I banchetti del Rinascimento (sabato 1 ottobre); "la cucina Artusiana" (sabato 22 ottobre) per poi chiudere con l’estro de "La cucina Futurista" (sabato 5 novembre).

Una bella novità per il turismo gastronomico, un modo insolito per conoscere il nostro passato in un ambiente splendido e noi saremo lì a raccontarvi le serate e raccogliere le impressioni dei gastronauti.

Il costo delle serate è di 50,00 euro a persona, con prenotazione obbligatoria.Per chi desidera infine partecipare a tutti gli appuntamenti, la serata del 29ottobre sarà offerta dall’hotel.

Per prenotarsi: Tel. 055847432

mercoledì 30 marzo 2011

Sabatini, 90 anni ….e non li dimostra…..


Fatidico compleanno per una istituzione della ristorazione italiana e fiorentina. Nato nel 1924 e inaugurato dalla Famiglia Sabatini, fu spostato negli attuali locali di via Panzani otto anni dopo, per l’inaugurazione della nuova grande Stazione di Santa Maria Novella ad opera dell’architetto Michelucci; e da allora è rimasto tutto immutato, il magnifico allestimento firmato dall’architetto Stigler che si servì degli arredi di una chiesa sconsacrata.

Alla fine del 1978 i Sabatini cedettero ad un gruppo di 5 ristoratori che hanno avuto l’acume di aprire in Giappone ben 3 “gemelli” Ristoranti Sabatini, e portare il brand, da una istituzione prettamente fiorentina ad un segmento di internazionalizzazione, conquistando riconoscimenti e attestati; fino ad arrivare ai nostri giorni con l’attuale gestione di Carlo Lazzerini e Claudio Schiavi, giovani ristoratori, ma ben consapevoli del senso preposto al piacere della tavola, quel gusto capace di riscoprire sapori perduti e di tentare il palato anche con il nuovo, per un insieme di valori che, anche attraverso la tavola, un popolo si tramanda, rinnovandoli continuamente, e che ne costituiscono l'identità culturale. A loro si  deve anche il merito di mantenere l’atmosfera, la raffinatezza ed infine….i piatti storici…. di questo monumento della nostra cultura italiana.
E per il compleanno di questo locale che celebra la sua storia, sembra di rivivere un intero secolo di personaggi che lo hanno frequentato, artisti, politici, imprenditori, attori, sportivi, un secolo di personaggi che hanno amato il nostro paese anche per quella  cultura che hanno assorbito dalle proposte di questa grande cucina, proposte che hanno avuto il plauso di personaggi come il Presidente Richard Nixon, il pianista Rubinstein, Ornella Muti, Alain Delon, i tennisti Connors e McEnroe , Enzo Ferrari, Fred Astaire, Pier Luigi Spadolini, Vittorio Gassmann e Ugo Tognazzi, Giorgio La Pira, Brigitte Bardot, Tirone Power e Linda Christian, Luigi Einaudi, Denzel Washington, il poeta Alfonso Gatto, Giorgio Saviane e mille altri, coinvolti emotivamente in questi attimi di vero piacere.
E se Vincenzo Sabatini potesse vedere oggi il cammino che il suo locale fatto in questi 90 anni, dall’affermazione del suo nome in campo internazionale e dalla continuazione della “sua filosofia” dell’accoglienza, non potrebbe che esserne fiero.


15 aspiranti cuochi in Chianti

Deve ancora terminare il corso di cucina e prodotti tipici del Chianti e ha già un ottimo impiego come aiuto chef in un noto ristorante fiorentino.
E’ il lieto fine della storia di un giovane disoccupato, ex operaio nel settore del cotto imprunetino, alla ricerca di un lavoro che ottiene frequentando un corso Cft Chianti Valdipesa.
Un ragazzo che scopre di avere talento ai fornelli mentre da allievo impara il mestiere del cuoco, nell’ambito del corso di cucina gratuito, proposto dal Centro di Formazione Territoriale Chianti Valdipesa e sostenuto dalla Provincia di Firenze. E come il giovane chiantigiano sono in molti tra i 15 partecipanti del percorso, finalizzato alla formazione di cuochi per agriturismo, strutture ricettive e ristoranti, ad alimentare la speranza di poter tradurre la propria passione in un’opportunità professionale.

Il corso, che si concluderà a breve, ha permesso agli iscritti, cittadini dei Comuni del Chianti in parte in cerca di occupazione, in parte interessati ad affinare competenze, di apprendere le tecniche ed acquisire gli strumenti necessari ad esercitare la professione.
Nei locali dell’agriturismo Massanera, messi a disposizione dal suo patron Carlo Cattaneo, uno stuolo di esperti del settore della ristorazione e dei prodotti tipici chiantigiani, da Mattia Barciulli e il suo team a Giovanni Montorselli Brachetti e Ivana Natali della Fattoria La Loggia, hanno condotto, ciascuno secondo il proprio ambito di conoscenza, un ampio ciclo di lezioni teorico-pratiche.

Hanno insegnato la preparazione di vari menù stagionali, dei fuori pasto, delle colazioni, della pasticceria e della panificazione. Ma, oltre alle tecniche di realizzazione di circa 100 piatti tipici della cultura culinaria chiantigiana, tra i quali la pappa al pomodoro, la panzanella, il peposo, lo stracotto del Chianti, le tartine, i fritti, i biscotti alle mandorle, gli aspiranti cuochi hanno potuto conoscere l’importanza della filiera corta, dell’utilizzo di prodotti tipici di qualità di origine chiantigiana.

Hanno appreso anche l’arte di apparecchiare la tavola e presentare i piatti. “Tipico, locale, genuino, di qualità: se potessi sintetizzare l’esperienza del nostro corso userei questa frase”. Sono le parole del presidente del Cft Chianti Valdipesa, Franco Agnoletti, che esprime soddisfazione per gli esiti del percorso di formazione. “L’iniziativa è si è rivelata una delle più impegnative  - commenta Agnoletti - sotto il profilo finanziario, abbiamo sostenuto la preparazione pratica di un centinaio di piatti ma i risultati ottenuti superano le nostre aspettative; credo che le persone, uomini e donne, che ripongono speranze ‘occupazionali’ in questo corso, non saranno deluse.

Abbiamo messo in campo le eccellenze del nostro territorio, professionisti che conoscono bene le tradizioni enogastronomiche del Chianti e saranno loro a giudicare il livello di apprendimento degli allievi, giunti al termine del corso, in occasione di una cena che li metterà per l’ultima volta alla prova”. Si tratta dell’esame conclusivo organizzato dal Cft Chianti Valdipesa nell’agriturismo Massanera, in programma venerdì 1 aprile alle ore 19,30. Saranno presenti gli assessori provinciali Elisa Simoni (Formazione) e Pietro Roselli (Agricoltura), il sindaco di San Casciano Massimiliano Pescini e gli assessori dei Comuni del Chianti Renzo Masi e Chiara Molducci (San Casciano), Lia Corsi (Tavarnelle Val di Pesa), Silvano Bandinelli (Barberino Val d’Elsa), Marcello Forni (Greve in Chianti), Marco Pistolesi (Impruneta). All’invito hanno aderito anche alcuni rappresentanti della Banca del Chianti fiorentino e Monteriggioni tra cui il presidente della Fondazione Paolo Bandinelli e il presidente e vicepresidente della Banca Paolo Corsi e Stefano Mecocci.

domenica 13 febbraio 2011

L'alta gastronomia protagonista a Firenze con il Premio Italia a Tavola


Il 12 febbraio a Firenze sono stati premiati i vincitori del sondaggio Personaggio dell'anno Elisa Isoardi ed Emanuele Scarello. A Sante Bonomo, Giorgio Tommasi, Raffaele Trovato e Luca Gardini sono stati invece consegnati gli Award di italia a Tavola e Oliovinopeperoncino per il loro impegno nel settore

Al Luxury Hotel Four Seasons si è svolta la serata di gala del Premio Italia a Tavola. Grazie alle votazioni degli internauti, Elisa Isoardi, conduttrice di Linea Verde, ed Emanuele Scarello, cuoco del ristorante Agli Amici di Udine e presidente dei Jeunes restaurateurs d’Europe (Jre), hanno conquistato il titolo di Personaggio dell’anno per l’enogastronomia e la ristorazione ed hanno ricevuto la scultura realizzata dall'artista bresciano Roberto Guarnieri.

In occasione dell’elegante opening al prestigioso J.K.Place e del Gran Gala di Firenze, non sono stati gli unici due premiati: sono state assegnate infatti anche delle menzioni speciali per riconoscere il ruolo fondamentale di chi ha contribuito alla realizzazione di progetti innovativi per il settore, gli “Award 2010 Italia a Tavola - Oliovinopeperoncino”, attribuiti dalle due testate a quanti hanno trasformato delle idee brillanti e innovative in iniziative di successo valorizzando territori e prodotti e garantendo nuove occasioni di sviluppo del settore.

Il riconoscimento, una scultura in vetro e cristallo riciclato del maestro Carlo Baldessari di Modena, è stato assegnato dalle direzioni delle due testate ai presidenti dei consorzi dei vini del Garda Classico e del Bardolino, Sante Bonomo e Giorgio Tommasi, per il progetto “Italia in rosa”, e a Raffaele Trovato per il progetto Ifse di Torino.

Sempre in questo ambito è stato assegnato anche l’Award Italia a Tavola - Oliovinopeperoncino che riconosce un personaggio under 30 che ha saputo valorizzazione la sua professione nel corso dell’anno. Il premio è per Luca Gardini, miglior sommelier del mondo Wsa.

Fabrizio Del Bimbo

mercoledì 2 febbraio 2011

Roberto e Massimo Lodovichi vincono il Premio Nazionale Boscovivo 2011


La città di Arezzo premia e valorizza i suoi “figli” più illustri nel settore dell’enogastronomia. Giovani allievi delle scuole alberghiere, cuochi di fama, imprenditori, leader del settore a raccolta nella splendida cornice della Sala dei Grandi, cuore della provincia. Il premio Tarlati ha radunato intorno a sé personalità illustri quali Filippo La Mantia, Anna Moroni, Paolo Caldana presidente F.I.C., Claudio Sottili, solo alcuni della lunga lista dei premiati.

Un momento speciale, è stato il conferimento del Premio Nazionale Boscovivo alla IV edizione, consegnato da Alfredo Landucci, Patron dell’azienda leader nel settore dei tartufi e delle specialità alimentari aretine e toscane.

A ricevere il premio Massimo e Roberto Lodovichi titolari della Lodovichi Ristorazione di Monte san Savino “esempio di professionalità ed eccellenza nel promuovere l'arte culinaria aretina in Italia e nel mondo”.
Questi chef aretini furono scelti da me nel lontano ’92 in occasione del primo convegno Boscovivo - dichiara Landucci- per interpretare piatti locali con i nostri prodotti. Allora giovani nella professione, oggi possono essere sicuramente annoverati tra i portabandiera di Arezzo nel mondo.
La cerimonia si è svolta lunedì 31 gennaio, durante la cena di gala offerta dall’Associazione Cuochi Arezzo.


In passato, Aretini eccellenti hanno ricevuto il Premio Nazionale Boscovivo come il Prof.Enzo Boschi, sismologo di fama internazionale e il Prof. Armando Cherici, insigne studioso in etruscologia e archeologia italica.Per la sezione giornalismo, i premi sono stati assegnati a giornalisti di enogastronomia di fama nazionale come il Dott. Angelo Tondini, Dott. Pasquale Palma, Prof. Roberto Vitali e Dott. Giuseppe Nardelli.
La storia della Boscovivo ha avuto alcune tappe “culturali” fondamentali quali le collaborazioni con le Università Italiane ( nei nostri laboratori si sono laureati 10 studenti) e l’organizzazione di storici convegni a partire dal’92. Ricordiamo “La cucina francese ha origini Toscane?”, in cui si documentano le origini aretine di noti piatti francesi tra cui la trecentesca Zuppa Tarlati esportata in Francia grazie ai Medici. E ancora ”La Chianina Razza Suprema”, primo convegno in assoluto di riabilitazione della pregiata razza nostrana e il convegno “Vittorio Fossombroni e la Valdichiana”, storia della nostra bonifica. Tutti argomenti riportati alla ribalta da Boscovivo, e oggi di dialogo comune. Ultimo il convegno di quest’autunno alla fiera Agri&tour, “I tartufi Boscovivo, presentati dal ristorante Podere Il Riccio”

Nicoletta Curradi

martedì 1 febbraio 2011

Successo per il Premio Caterina dei Medici 2911


"Caterina de’ Medici era una donna che ha avuto l’intelligenza di valorizzare l’arte e la cultura ma che ha considerato il cibo parte integrante dell’arte e della cultura. Il cibo non è qualcosa da mettere da parte, di serie B: per l’identità di questa città è fondamentale la bellezza dell’arte e della cultura. Il cibo, l’enogastronomia, la qualità del nostro vivere sono un pezzo fondamentale della scommessa per la Firenze del futuro".

Con queste parole il Sindaco di Firenze Matteo Renzi ha aperto il Premio Caterina de’Medici, il nobel dell’enogastronomia che ieri mattina ha premiato nel Salone dei Cinquecento i professionisti che si sono distinti per creatività e competenza in questo settore.

Il riferimento storico è Caterina de’Medici, futura regina di Francia, che andando in sposa appena quattordicenne a Enrico II duca d’Orleans, fu seguita da uno stuolo di cuochi e servitori grazie ai quali riuscì ad esportare la cucina italiana. Per questo, fin dal 1975, l’Unione Regionale Cuochi Toscani decise di dedicare a questa donna un Premio internazionale, di cui l’attuale presidente Franco Mariani e il segretario generale della manifestazione Angelo Mazzi sono particolarmente fieri.

La presente edizione è nata in collaborazione tra l’Associazione Cuochi di Firenze, Arezzo e Siena e il Consiglio Regionale, con il Patrocinio della Regione Toscana, dei Comuni, delle Province, della Camera di Commercio di Firenze e di Arezzo, del Corpo Consolare di Firenze.

L’assessore all’educazione Rosa Maria Di Giorgi, che ha presieduto all’evento, ha rivolto il suo discorso principalmente agli studenti delle scuole alberghiere presenti (L’Istituto Datini di Prato e l’Istituto di Borgo San Lorenzo): «Il nostro lavoro sulla qualità, sull’eccellenza delle cucina e la bellezza del cibo comincia con i bambini delle scuole materne; la formazione dei nostri insegnanti viene dedicata anche al rapporto con il cibo e a come sia possibile abituare i bambini a sceglierlo ed amarlo. L’obiettivo è quello di educare i nostri ragazzi alla buona cucina, anche attraverso l’attenzione particolare che dedichiamo alla refezione scolastica nei nostri istituti».

Non a caso, la maggior parte dei saluti dei premiati durante la cerimonia è stata rivolta ai ragazzi presenti, con le loro divise e berrette bianche, a loro, che sono il futuro; come ha sostenuto lo chef e docente Marco Valletta, che ha ricevuto il premio per l’Insegnamento, «l’insegnamento parte dalla testa, arriva al cuore e solo alla fine alle mani. Grazie al lavoro assieme ai giovani non si invecchia mai e attraverso di loro, che dovranno fare ancora meglio e diventare più bravi di noi, ci ricreiamo ogni volta».

Il parterre dei premiati, magistralmente presentato dal cerimoniere di Palazzo Vecchio, Graziano Piccardi, è stato di altissimo livello: presente il Presidente mondiale della Wacs, Gissur Gudmundsson, che ha ricevuto il premio per la Valorizzazione dei Cuochi nel Mondo; Davide Cassi, docente di fisica della materia all'università di Parma e ricercatore della gastronomia molecolare, premiato per la Ricerca Scientifica Alimentare, che ha spiegato come il termine "molecolare" abbia spesso inorridito l’opinione pubblica, quando invece nel trattato della gastronomia molecolare stilato dai cuochi è sinonimo di buona cucina, di pietanze gustose e semplici, assolutamente genuine e con un apporto minore di grassi.

Filippo La Mantia, che prima di diventare uno chef molto conosciuto era un foto reporter, ha ricevuto il premio come Maestro di Cucina Nazionale ed è stato ricordato per la sua teoria dell’utilizzo di limoni e agrumi per cucinare, da buon siciliano, al posto di aglio e cipolla, che coprono i sapori. Il premio di Maestro di Cucina Regionale è stato assegnato ad uno dei fondatori dell'Urct, il cuoco senese Mario Neri, mentre quello di Pasticcerie e Panificazione al pistoiese Pegoraro Gastone.

Il premio per la Diffusione Radiotelevisiva della Cucina Italiana è stato assegnato alla star indiscussa della Trasmissione La prova del cuoco di Rai Uno, una emozionatissima Anna Moroni, la nonna-cuoca, che ha detto: «per una semplice casalinga come me, il premio sarà motivo di orgoglio per i miei nipotini».

Tra i volti, ma anche tra le voci note - dato che per anni è stato protagonista di Radio Montecarlo - Claudio Sottili, impegnato nella conduzione di fortunate trasmissioni televisive di cucina, come Aspettando il Tg, su Italia 7, ha ricevuto il premio di Conduttore Televisivo Enogastronomico. Enza Cangi, ha ricevuto al posto del padre, il Premio per la Divulgazione della Cucina Italiana nel Mondo alla memoria di Gianpaolo Cangi, instancabile ambasciatore e promotore della cucina italiana, che ha speso la sua vita al servizio di questo settore.

Inoltre, essendo l'Urct promotrice di altri importanti premi, in occasione del Caterina de'Medici, viene consegnato, da tre anni, anche il Premio letterario in memoria di Renato Ramponi, fondatore dell'Unione Regionale Cuochi; in questa edizione è stato assegnato allo chef Fabio Tacchella, General Manager della Nazionale Italiana Cuochi, per avere scritto interessanti trattati sulla cucina.

Il Presidente Nazionale della Federazione Italiana Cuochi, Paolo Caldana, ha ricevuto il Premio Caps Amicis Album, dedicato alla figura del maestro e amico Rinaldo Drago, fautore della solidarietà e amicizia tra le berrette bianche, recentemente scomparso. Prima della cerimonia, si è svolta la Rievocazione Storica della partenza di Caterina de’ Medici, con i figuranti del Calcio Storico Fiorentino, che hanno suonato le loro chiarine anche durante la premiazione nel Salone dei Cinquecento, quando ogni insignito ha ricevuto il collare viola con la medaglia del Caterina.

Dopo la cerimonia, è seguito un buffet nel Palazzo Panciatichi di via Cavour, sede della Regione di Firenze, dove gli insigniti hanno ricevuto il saluto del consigliere Marco Carraresi.

La manifestazione si è poi spostata ad Arezzo, la città ospite dei premiati, che già aveva iniziato i festeggiamenti del Caterina la sera precedente, con la cena di benvenuto di tutti gli insigniti, i tutor e le delegazioni presenti, nel ristorante "Il Torrino" di Arezzo, con tema "La Chianina in tavola", organizzata dall’Associazione Cuochi di Arezzo e Siena.

I Cuochi di Arezzo hanno accolto i premiati con un programma intenso e con manifestazioni degne dell’alto livello dei presenti: dopo la visita ai famosi affreschi della Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca nella chiesa di San Francesco, si è svolta un’altra cerimonia di benvenuto nella Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo, che ha raggiunto momenti di grande commozione nel ricordare lo chef Rinaldo Drago.

Presentati dai suoni delle chiarine dei Musici della Giostra del Saracino, sono stati premiati tre chef aretini, per la loro lunga e prestigiosa carriera professionale oltre che per il loro ruolo primario svolto all'interno dell'Associazione Cuochi di Arezzo: Domenico Gregori, Piero Lapini e Franca Senesi. Sono seguiti riconoscimenti anche a quattro scuole alberghiere del territorio, quelle di Caprese Michelangelo, Le Capezzine di Cortona, Figline Valdarno e Chianciano Terme.

Sotto le Logge Vasari di Piazza Grande è seguito uno spettacolare aperitivo in collaborazione con l'Associazione Panificatori di Arezzo, allietato dagli sbandieratori di Arezzo e dai figuranti di Firenze. La serata si è conclusa con una cena di Gala presso il ristorante Doccia di Rondine, curato dal Team dell'Associazione Cuochi di Arezzo, alla quale hanno partecipato tutti i presidenti delle Associazioni Cuochi della Toscana.

A tutti i premiati del Caterina de Medici è stato consegnato il prestigioso premio "Guido Tarlati", premio che solitamente si svolge ad Arezzo alla fine di gennaio, in onore del vescovo aretino vissuto alla fine del 1300 che inventò la famosa zuppa di pollo Tarlati, e che quest’anno è stato eccezionalmente gemellato con il Premio Caterina de’Medici.



Fabrizio Del Bimbo

mercoledì 5 gennaio 2011

Per Pitti il Ristorante Trussardi alla Scala sbarca a Firenze


Il Ristorante Trussardi Alla Scala si trasferisce a Firenze per celebrare 100 anni di eccellenza del Made in Italy di Trussardi e per offrire alla città un'esperienza irripetibile di alta cucina.
Lo Chef de Il Ristorante Trussardi Alla Scala Andrea Berton ha ideato per l’occasione una degustazione delle sue creazioni che si inserirà in grande stile nelle celebrazioni del centenario Trussardi a Firenze in occasione di Pitti Uomo 79.

Giovedì 13 gennaio, dalle 12:00 alle 20:00 (senza interruzioni) presso la Stazione Leopolda sarà possibile gustare le sue preparazioni in formato degustazione seduti negli spazi della sfilata Trussardi 1911, prima o dopo aver visitato la mostra 8½ della Fondazione Nicola Trussardi.

La degustazione è costruita come un viaggio sensoriale attraverso gli elementi e le tecniche che hanno reso unica la tradizione e l’innovazione della cucina italiana nel mondo, un’ occasione imperdibile per entrare in contatto con il mondo Trussardi ed essere spettatori privilegiati di una esibizione di stile e gusto capace di interpretare, in armonia con la filosofia del Gruppo Trussardi, memoria e avanguardia, artigianalità e sperimentazione.

Maggiori dettagli su questo evento gastronomico, occasione irripetibile per scoprire la cucina di uno dei più celebrati chef contemporanei, verranno comunicati da dicembre contestualmente al lancio del nuovo sito internet de Il Ristorante Trussardi Alla Scala www.trussardiallascala.com.
Attraverso questa nuova vetrina virtuale sarà possibile ottenere maggiori informazioni sull’evento e pregustare l’esperienza tramite anticipazioni sulle creazioni dello Chef de Il Ristorante Trussardi Alla Scala Andrea Berton.