mercoledì 30 marzo 2011

Sabatini, 90 anni ….e non li dimostra…..


Fatidico compleanno per una istituzione della ristorazione italiana e fiorentina. Nato nel 1924 e inaugurato dalla Famiglia Sabatini, fu spostato negli attuali locali di via Panzani otto anni dopo, per l’inaugurazione della nuova grande Stazione di Santa Maria Novella ad opera dell’architetto Michelucci; e da allora è rimasto tutto immutato, il magnifico allestimento firmato dall’architetto Stigler che si servì degli arredi di una chiesa sconsacrata.

Alla fine del 1978 i Sabatini cedettero ad un gruppo di 5 ristoratori che hanno avuto l’acume di aprire in Giappone ben 3 “gemelli” Ristoranti Sabatini, e portare il brand, da una istituzione prettamente fiorentina ad un segmento di internazionalizzazione, conquistando riconoscimenti e attestati; fino ad arrivare ai nostri giorni con l’attuale gestione di Carlo Lazzerini e Claudio Schiavi, giovani ristoratori, ma ben consapevoli del senso preposto al piacere della tavola, quel gusto capace di riscoprire sapori perduti e di tentare il palato anche con il nuovo, per un insieme di valori che, anche attraverso la tavola, un popolo si tramanda, rinnovandoli continuamente, e che ne costituiscono l'identità culturale. A loro si  deve anche il merito di mantenere l’atmosfera, la raffinatezza ed infine….i piatti storici…. di questo monumento della nostra cultura italiana.
E per il compleanno di questo locale che celebra la sua storia, sembra di rivivere un intero secolo di personaggi che lo hanno frequentato, artisti, politici, imprenditori, attori, sportivi, un secolo di personaggi che hanno amato il nostro paese anche per quella  cultura che hanno assorbito dalle proposte di questa grande cucina, proposte che hanno avuto il plauso di personaggi come il Presidente Richard Nixon, il pianista Rubinstein, Ornella Muti, Alain Delon, i tennisti Connors e McEnroe , Enzo Ferrari, Fred Astaire, Pier Luigi Spadolini, Vittorio Gassmann e Ugo Tognazzi, Giorgio La Pira, Brigitte Bardot, Tirone Power e Linda Christian, Luigi Einaudi, Denzel Washington, il poeta Alfonso Gatto, Giorgio Saviane e mille altri, coinvolti emotivamente in questi attimi di vero piacere.
E se Vincenzo Sabatini potesse vedere oggi il cammino che il suo locale fatto in questi 90 anni, dall’affermazione del suo nome in campo internazionale e dalla continuazione della “sua filosofia” dell’accoglienza, non potrebbe che esserne fiero.


15 aspiranti cuochi in Chianti

Deve ancora terminare il corso di cucina e prodotti tipici del Chianti e ha già un ottimo impiego come aiuto chef in un noto ristorante fiorentino.
E’ il lieto fine della storia di un giovane disoccupato, ex operaio nel settore del cotto imprunetino, alla ricerca di un lavoro che ottiene frequentando un corso Cft Chianti Valdipesa.
Un ragazzo che scopre di avere talento ai fornelli mentre da allievo impara il mestiere del cuoco, nell’ambito del corso di cucina gratuito, proposto dal Centro di Formazione Territoriale Chianti Valdipesa e sostenuto dalla Provincia di Firenze. E come il giovane chiantigiano sono in molti tra i 15 partecipanti del percorso, finalizzato alla formazione di cuochi per agriturismo, strutture ricettive e ristoranti, ad alimentare la speranza di poter tradurre la propria passione in un’opportunità professionale.

Il corso, che si concluderà a breve, ha permesso agli iscritti, cittadini dei Comuni del Chianti in parte in cerca di occupazione, in parte interessati ad affinare competenze, di apprendere le tecniche ed acquisire gli strumenti necessari ad esercitare la professione.
Nei locali dell’agriturismo Massanera, messi a disposizione dal suo patron Carlo Cattaneo, uno stuolo di esperti del settore della ristorazione e dei prodotti tipici chiantigiani, da Mattia Barciulli e il suo team a Giovanni Montorselli Brachetti e Ivana Natali della Fattoria La Loggia, hanno condotto, ciascuno secondo il proprio ambito di conoscenza, un ampio ciclo di lezioni teorico-pratiche.

Hanno insegnato la preparazione di vari menù stagionali, dei fuori pasto, delle colazioni, della pasticceria e della panificazione. Ma, oltre alle tecniche di realizzazione di circa 100 piatti tipici della cultura culinaria chiantigiana, tra i quali la pappa al pomodoro, la panzanella, il peposo, lo stracotto del Chianti, le tartine, i fritti, i biscotti alle mandorle, gli aspiranti cuochi hanno potuto conoscere l’importanza della filiera corta, dell’utilizzo di prodotti tipici di qualità di origine chiantigiana.

Hanno appreso anche l’arte di apparecchiare la tavola e presentare i piatti. “Tipico, locale, genuino, di qualità: se potessi sintetizzare l’esperienza del nostro corso userei questa frase”. Sono le parole del presidente del Cft Chianti Valdipesa, Franco Agnoletti, che esprime soddisfazione per gli esiti del percorso di formazione. “L’iniziativa è si è rivelata una delle più impegnative  - commenta Agnoletti - sotto il profilo finanziario, abbiamo sostenuto la preparazione pratica di un centinaio di piatti ma i risultati ottenuti superano le nostre aspettative; credo che le persone, uomini e donne, che ripongono speranze ‘occupazionali’ in questo corso, non saranno deluse.

Abbiamo messo in campo le eccellenze del nostro territorio, professionisti che conoscono bene le tradizioni enogastronomiche del Chianti e saranno loro a giudicare il livello di apprendimento degli allievi, giunti al termine del corso, in occasione di una cena che li metterà per l’ultima volta alla prova”. Si tratta dell’esame conclusivo organizzato dal Cft Chianti Valdipesa nell’agriturismo Massanera, in programma venerdì 1 aprile alle ore 19,30. Saranno presenti gli assessori provinciali Elisa Simoni (Formazione) e Pietro Roselli (Agricoltura), il sindaco di San Casciano Massimiliano Pescini e gli assessori dei Comuni del Chianti Renzo Masi e Chiara Molducci (San Casciano), Lia Corsi (Tavarnelle Val di Pesa), Silvano Bandinelli (Barberino Val d’Elsa), Marcello Forni (Greve in Chianti), Marco Pistolesi (Impruneta). All’invito hanno aderito anche alcuni rappresentanti della Banca del Chianti fiorentino e Monteriggioni tra cui il presidente della Fondazione Paolo Bandinelli e il presidente e vicepresidente della Banca Paolo Corsi e Stefano Mecocci.