venerdì 10 novembre 2017

Alla Tenuta di Alberese si è parlato di agrobiodiversità

Salvare e rilanciare varietà e razze autoctone non solo consente di mantenere la biodiversità, ma offre un repertorio di prodotti spesso con elevati valori nutrizionali e salutistici e con una maggiore capacità di fronteggiare i cambiamenti climatici. E' quanto emerge dal seminario sulla agrobiodiversità che si è svolto nei giorni 9 e 10 novembre alla Tenuta di Alberese (Grosseto) e in cui sono state presentate esperienze provenienti da tutta Europa capaci di prestarsi che ad una possibile applicazione nel nostro territorio.


La Toscana ha un'esperienza ultraventennale su questa materia. Grazie al sistema di salvaguardia della biodiversità agricola della Regione Toscana sono state messe a repertorio 871   varietà di frutta, ortaggi, cereali, foraggi "autoctoni" e di razze animali della Toscana. Di queste ben 740, pari all'85%  sono a rischio estinzione.

Il seminario è stato organizzato proprio per verificare, con un confronto su larga scala le prospettive di recupero e di reimmissione sul mercato di almeno alcune di queste varietà.

Un concetto sottolineato nelle sue conclusioni dall'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi:" Proteggere dal rischio di estinzione e valorizzare il   patrimonio di biodiversità è elemento irrinunciabile della nostra politica agricola volta a garantire l'identità di un territorio, la sua cultura rurale, il lavoro  degli agricoltori che ci vivono e delle loro comunità"  ha detto Remaschi.

"Ma oggi – ha aggiunto - fondamentale è anche l'impegno a reimmettere queste varietà, o almeno alcune di queste, in un circuito produttivo.  La loro presenza non solo può sostenere attività di rilancio economico, specie nelle zone considerate marginale, ma anche a rafforzare l'immagine della Toscana come luogo di qualità per l'equilibrio fra ambiente, agricoltura e attività dell'uomo, un vero e proprio agroecosistema".

"Questo  Workshop – ha proseguito l'assessore  - vuole essere il primo passo verso una politica di connessione con tutte le esperienze in atto in Europa che operano su questa tematica. Valorizzare l'agrobiodiversità appare per la Regione Toscana strategico, specialmente per gli aspetti nutraceutici molto positivi che molte di queste risorse hanno, ma anche per un contributo alla razionalizzazione e alla riduzione del consumo dell'uso della acqua: molte di queste  razze animali (è il caso della vacca maremmana), hanno una resistenza molto più spiccata e nel caso delle varietà vegetali n diversi casi, come è avvenuto quest'anno, i cereali delle antiche varietà hanno avuto maggiore capacità di adattamento alla siccità, disponendo di un apparato radicale molto più sviluppato e in grado di ricercare l'acqua negli strati più profondi del suolo".

Che cos'è l'agrobiodiversità

L' agrobiodiversità è un sottoinsieme del più grande tema della "biodiversità" e riguarda in modo specifico le varietà vegetali e le razze animali, coltivate o allevate e il territorio ad esse legato. Questo tema è venuto alla ribalta perché la diversità della natura coltivata o allevata è  stata messa a rischio dall'industrializzazione dell'agricoltura. La spinta alla massima produttività delle colture ha infatti richiesto la selezione e la diffusione di cultivar uniformi e standardizzate sia a livello delle sementi che del loro metodo di coltivazione. Il lavoro su questo tema è cominciato in Toscana nel 1997, con una specifica legge regionale (la L.R. 50/97) sulla tutela delle risorse genetiche autoctone locali, che nel 2004, è stata modificata e sostituita dalla LR 64/2004 su "Tutela e valorizzazione del patrimonio di razze e varietà locali di interesse agrario, zootecnico e forestale", legge per la quale la Regione Toscana  ha ricevuto nel 2010 una Menzione d'Onore dal World Future Council (fondazione impegnata sul fronte dell'individuazione e sostegno alle migliori politiche sostenibili e rispettose dei diritti universali).

La Toscana e la conservazione delle sue risorse genetiche

Attualmente sono iscritte al repertorio della Regione Toscana 871 risorse genetiche: 576 di specie legnose e da frutto, 133 erbacee, 114 specie ornamentali e da fiore, 25 di interesse forestale. Infine 23 sono le risorse genetiche animali. Di queste 871 ben 745 sono considerate a rischio di estinzione. Per mantenerle in vita  la Regione da 20 anni esiste una rete di protezione formata da quasi 200 coltivatori custodi, il cui impegno consiste nel mantenimento in purezza di queste varietà e da alcuni nodi di riferimento, le cosiddette banche del germoplasma: sono ben 9 in Toscana e in queste  si garantisce la conservazione di tutte le varietà.

Negli ultimi anni alcune tra le razze  e le varietà autoctone hanno saputo allontanare il rischio di estinzione e ritagliarsi uno spazio significativo (è il caso della cinta senese o dell'asino dell'Amiata, e ancora, tra le varietà, della cipolla rossa della Maremma o delle mele di Casciana) mentre ci sono altre razze anche conosciute che devono essere difese dal rischio di scomparire (dalla pecora garfagnina a quella zerasca, dalla vacca pontremolese a quella garfagnina sino al mucco pisano).

A breve sarà presentata una "APP" cioè una applicazione che sfrutterà le moderne tecnologie e la georeferenziazione per animare la Rete di conservazione e sicurezza.  La App avrà lo scopo di valorizzare le attività dei coltivatori custodi, favorendone la conoscenza da parte dei fruitori del territorio toscano e promuovere la conoscenza delle razze e varietà locali della Regione Toscana.

I coltivatori custodi e il loro mercato

In occasione del workshop è stato organizzata  anche una "Mostra Mercato del Coltivatore Custode" che proseguirà nella intera giornata di domani, sabato 11 Novembre 2017; nella mostra mercato alcuni tra i quasi 200 coltivatori custodi toscani espongono e vendono i loro prodotti appartenenti al patrimonio genetico autoctono della nostra Regione Toscana. Si tratta di  un'occasione por conoscere da vicino e incontrare i protagonisti di questa azione di difesa del nostro patrimonio di agrobiodiversità. La mostra mercato resterà aperta anche domani, sabato, dalle 9 alle 18. Direttamente i butteri organizzeranno visite guidate  alla storica Selleria della Tenuta di Alberese e al Granaio Lorenese oggi, venerdì 10 alle ore 15.30 e domani, sabato 11 Novembre  alle ore 10.30 e alle ore 15.00. L'accesso alla mostra mercato e tutte le visite sono gratuite.

La Tenuta di Alberese

Anche il luogo dove si è tenuto il seminario e dove si sviluppala mostra mercato del coltivatore custode e emblematico: Il luogo è la Tenuta di Alberese (http://www.alberese.com/), un'azienda agricola multifunzionale gestita da Terre Regionali Toscane di oltre 4.200 ettari condotti integralmente con il metodo di agricoltura biologica all'interno del Parco Naturale della Maremma. Qui trova sede  la Banca Regionale del Germoplasma, si allevano allo stato brado le razze locali di bovini (Bovino Maremmano) e di equini (Cavallo Maremmano) e viene mantenuto attivo l'antico mestiere del Buttero.

Fabrizio Del Bimbo

giovedì 28 settembre 2017

Fabbrica di Pedavena è il nuovo ristorante del Camping di Firenze



Gustosa car­ne alla brace, verdu­re dell’orto, crocca­nti pizze e gallo ru­spante da agricoltura biologica, il tutto annaffiato dalla spumeggiante birra ar­tigianale Fabbrica di Pedavena, l’unico birrificio 100% ital­iano: sono queste le proposte d’eccellen­za del nuovo ristora­nte Fabbrica di Peda­vena Firenze all’int­erno del Camping Fir­enze, che ha aperto i battenti pubblico giovedì 28 settembre con una festa per tutti.Destinato a diventare un nuovo punto di incontro per cittadi­ni e turisti nel Qua­rtiere 2 di Firenze, il nuovo ristorante coniuga la calda at­mosfera dello storico birrificio, il più antico d’Italia div­enuto ormai patrimon­io nazionale, con un­’offerta gastronomica genuina e di quali­tà a base di prodotti stagionali e a fil­iera corta, provenie­nti da aziende agric­ole locali e allevam­enti virtuosi. Giovedì 28 settembre la festa di present­azione è iniziata con la birra Pedav­ena non filtrata spi­llata dal mastro bir­raio, specialità alla griglia, pizza del forno a legna, gioc­hi e animazione per grandi e piccoli. Partner dell’evento Ffò, Prinz e Caffè Corsini.

Ristorante Fabbrica di Pedavena c/o Camping Firenze viale Generale dalla Chiesa 1/3.Aperto tutti i giorni a pranzo (12.30-14­.30) e cena (18.00-2­3.00). Info e prenotazioni: tel. 055 4698307,fabbricadipedavena@e­cvgroup.com

Nicoletta Curradi

venerdì 21 luglio 2017

Con Mariotto focaccine fresche a tutte le ore a due passi dal Battistero


Una novità gastronomica ha appena aperto i battenti nel cuore del centro storico fiorentino: è Mariotto, un panificio ad alta tecnologia con vista sul Battistero e prezzi alla portata di tutte le tasche. A partire dall’insegna, intitolata al protagonista del locale: Mariotto, infatti, è il nome proprio di una focaccina di circa 40 grammi, disponibile sia con farina 00 che con farina integrale, vuota, farcita o in versione pizza, per un totale di 55 varianti salate e una decina di proposte dolci. Che verranno lievitate, preparate e sfornate durante l’intero arco della giornata a 10 metri dal bancone, in base alle richieste del pubblico, grazie a una particolare gestione software appositamente sviluppata per il nuovo format di panificio. La catena di produzione è in grado di gestire fino a 2mila pezzi all’ora. Interamente all’interno del negozio e con prodotti del territorio. 

Ideato e gestito da Giovanni Mariotti, panificatore di terza generazione e con una lunga esperienza alle spalle, Mariotto sarà aperto con orario continuato dalle 9 di mattina fino alle 24 circa, ma al riprendere dell’anno scolastico alzerà il bandone un’ora prima. Da colazione a cena, passando per pranzi, spuntini, aperitivi. Perché l’offerta è quanto mai variegata e modulabile a seconda degli appetiti. Oltre alle focaccine, sul menu si troveranno anche una decina di taglieri dei più compositi, dal Mini, con crudo, salame, cipolline e olive, consigliato con un calice di prosecco, all’Extra Large, con salumi, formaggi, arista e lardo, sempre accompagnati da un cono di verdure di stagione fritte. Ogni proposta si abbina a un vino o a una birra: sulla carta etichette importanti da ordinare al calice o in bottiglia, birra alla spina e in bottiglia. Sempre nell’ottica di un pasto il più possibile personalizzabile da parte del consumatore. 


“Avevo il desiderio di creare qualcosa che fosse per tutti – spiega Giovanni Mariotti – e che potesse accontentare i gusti variegati di tutti coloro che transitano tra il Duomo e piazza San Marco, una zona molto turistica, ma anche ad alta densità di uffici, scuole, negozi”. E il Mariotto è obiettivamente alla portata di tutti: si parte da una focaccina vuota a 40 centesimi per arrivare ad un massimo di 2,50 euro per il Mariotto ripieno (un mini calzone con cotto e fontina), ma il 90% delle proposte è sulla linea di 1,70 euro. Un prezzo che permette di provare gusti diversi e togliersi diversi sfizi. E un costo che si può raggiungere solo attraverso un’attenta programmazione del lavoro.

“Mi ci sono voluti circa un anno e 40 quintali di farina per arrivare alla standardizzazione del processo – dichiara Mariotti – modificando i macchinari o creandone di nuovi. Ogni macchina che si trova in negozio utilizza un software sviluppato ad hoc, unico nel suo genere, grazie al quale si riescono a gestire ordini e produzione in continuo durante tutta la giornata. Da Mariotto non si troverà mai la focaccina fatta il giorno prima, ma sempre un prodotto fresco”. Il sistema è ottimizzato anche per lo sviluppo di una app attraverso cui ordinare e ricevere il proprio rifornimento di Mariotti a domicilio. “Sarà lo step futuro”, aggiunge il titolare. Quello successivo, invece, potrebbe essere l’esportazione del format in altre zone della città o in altre città d’Italia e all’estero. “O in grandi stazioni, aeroporti, centri commerciali. È la prima volta che una gestione di questo tipo viene applicata al settore dei panificati”, sottolinea. 



“Il modello è altamente riproducibile in quanto è altamente automatizzato – continua Mariotti – e permette di gestire tutta la filiera con un alto livello di affidabilità. Che fa rima con qualità per il cliente”. Sui vassoi, anch’essi appositamente studiati e brandizzati per Mariotto, finiscono solo materie prime made in Tuscany, ad eccezione della mozzarella.

La tecnologia si ritrova anche in altre accortezze, come la rete wifi free per i clienti e le postazioni di ricarica per gli smartphone. Una quindicina i posti a sedere all’interno del locale, arredato in stile contemporaneo dallo Studio di architettura Q-Bic di Luca e Marco Baldini, a cui si aggiungono circa 40 posti all’esterno, vista Battistero. Non c’è il servizio al tavolo, ma il coperto non si paga. E la vista nemmeno. 





“La volontà è stata quella di ricreare un’atmosfera legata al mondo forno, quindi con un laboratorio a vista e un importante uso della piastrella che si ricollega a questo immaginario. Abbiamo però cercato di darne una nostra personale interpretazione contemporanea, utilizzando materiali quali legno, ceramica, ferro nero grezzo, come usiamo speso noi, impianti a vista. - dicono gli architetti -  Il pavimento riproduce le vecchie clementine, i motivi dei pavimenti vecchi delle case fiorentine; le geometrie in generale sono abbastanza rigide, con una scaffalatura in ottone che impreziosisce il locale rendendolo più elegante. Molto importante il banco principale frontale, in legno, di circa cinque metri, dove saranno esposte le focacce. A sinistra ci sarà la zona dove si potrà stare seduti, dedicata al bere (con un corner con vino e birre), arredata con panche, tavolini e sedute. Mariotto infatti non sarà solo un luogo take away, ma ci si potrà trattenere, passandoci del tempo per consumare anche un aperitivo, o leggere un libro, sia indoor che nel suggestivo outdoor con una vista unica”.

Mariotto Via Martelli 28-30r Firenze

Nicoletta Curradi


venerdì 26 maggio 2017

Eat Prato al via il 9 giugno

Tante le iniziative in programma: il trekking urbano dedicato all'arte della panificazione (con spuntino notturno al profumo di pane appena sfornato) e il laboratorio di pasticceria dedicato ai bambini (e al Biscotto di Prato). Tra le altre attività da non perdere c'è la visita al museo di Palazzo Pretorio con degustazione di birre e mortadella di Prato Igp, ma in tema di degustazioni non poteva mancare un tour alla scoperta dei vini di Carmignano DOCG, DOC e IGT. Ed è solo un assaggio di quello che sarà Eat Prato 2017, una tre giorni durante la quale Prato diventa città del gusto e presenta un calendario di eventi dedicati alle sue eccellenze agroalimentari, con tanto di cooking show e convegni dedicati ora al cibo e salute ora ai linguaggi digitali nel mondo del food.
L'iniziativa in programma dal 9 all'11 giugno, è promossa dal Comune di Prato in collaborazione con Associazione Strada dei Vini di Carmignano e dei Sapori Tipici Pratesi e organizzata da Artex con il patrocinio della Regione Toscana. La kermesse, allestita al Giardino e Palazzo Buonamici, è alla sua seconda edizione e vede il coinvolgimento dei comuni del Pratese - Cantagallo, Vaiano, Montemurlo, Vernio, Carmignano, Poggio a Caiano – mentre riserva un'attenzione particolare ai prodotti certificati del territorio - dalla Mortadella di Prato ai Biscotti di Prato; dal pane di Gran Prato al vino di Carmignano – che allieteranno i menù di locali e ristoranti di Prato nei giorni della manifestazione.
“Tutto il territorio dell'area pratese è ricco di affascinanti particolarità anche enogastronomiche e questa manifestazione permette ai visitatori di esplorarle in un percorso inedito – commenta Daniela Toccafondi, Assessore alle politiche economiche del Comune di Prato -. Un'esperienza da raccomandare a grandi e piccini, a pratesi e non pratesi, a chi vuole venire a conoscere più da vicino una realtà famosa per la sua produzione manifatturiera ma che produce anche eccellenze enogastronomiche che meritano attenzione, a partire dal vino che vanta una docg vecchia di 300 anni”.
“La capacità attrattiva di un territorio vocato innanzitutto alla manifattura – ha dichiarato Stefano Ciuoffo Assessore Attività produttive, commercio e turismo della Regione Toscana - sta anche nel valorizzare a far riscoprire le proprie tipicità che grazie al connubio con avvenimenti sul territorio e siti di interesse storico e culturale da visitare. Un modo per allargare il ventaglio delle opportunità per lo sviluppo di Prato e dei comuni della provincia passa anche da manifestazioni come questa. La Toscana da vivere è ricca e basta farla conoscere per ricevere apprezzamenti e ritorni. Prato deve sfruttare la sua centralità geografica nella vasta area metropolitana che va da Firenze a Pistoia.”


eatPRATO 2017 si presenta alla città con una piccola anteprima alle 17,30 il 9 giugno con la presentazione nella libreria Gori del libro "La Cucina dei mercati in Toscana", ci guiderà nel gustoso tour per mercati la stessa autrice Giulia Scarpaleggia, food blogger e food photographer, blog Juls' Kitchen.
Eat Prato 2017 quindi esordisce venerdì 9 giugno con l'inaugurazione dedicata a giornalisti, opinion leader, food blogger e influencer del mondo del food al giardino Buonamici. In programma un aperitivo pieno di sorprese (ore 19) introdotto dal critico enogastronomico Leonardo Romanelli, che accompagnerà il pubblico per l'intera manifestazione. Si parte con il cocktail "Un Americano a Prato" a base di Vermouth rosso dell'Opificio Nunquam di Prato a cura del Caffè Buonamici, proseguiremo con le degustazioni di vino, prodotti tipici e assaggi, a cura dei produttori e dei ristoratori pratesi e poi ciliegina sulla torta, una dolce performance a cura del Consorzio per la tutela e valorizzazione del biscotto di Prato. A seguire, in città arriva “Pane&Stelle” il trekking urbano dedicato all'arte della panificazione (per giornalisti ma anche aperto al pubblico): un itinerario per le vie di Prato per scoprirne le bellezze architettoniche e culturali e il fascino notturno della città visitando i suoi forni. E compreso nel tour c'è anche uno spuntino notturno al profumo di pane. In collaborazione con Gran Prato e Andare a Zonzo. (Info e prenotazioni: www.andareazonzo.com)
La giornata di sabato 10 giugno si apre con una “prelibatezza”, l'apertura dell'antico mulino Bardazzi di Vaiano e alle 17 si torna a palazzo Buonamici per Dolce Lab, il laboratorio di pasticceria per bambini a cura del Consorzio per la tutela e valorizzazione del biscotto di Prato, nella sala Biagi, Palazzo Buonamici. Alle 17,30 inizieremo un viaggio nel mondo della pasta, con Eleonora Cozzella e il suo libro "Pasta revolution. La pasta conquista l'alta cucina", per conoscere la revolution di un ingrediente che da ordinario è diventato gourmet. Proseguiremo e per il convegno su “Digital Marketing e nuovi linguaggi digitali nel food, potenzialità per il mondo dell'enogastronomia”, a cura di Wem Park, Laboratorio universitario per il marketing e le tecnologie IC e Cnova. Gli studenti di Wem Park Prato saranno anche autori del Web Reporter di eatPRATO.
La serata continua al museo di Palazzo Pretorio per l'iniziativa “Al museo con gusto” dove si assaggiano le birre artigianali pratesi (del birrificio Badalà) e la Mortadella di Prato IGP sulla terrazza panoramica del palazzo (2 ingressi: alle 18,00 e alle 19,00), mentre al giardino Buonamici, c'è “Un giardino di sapori” (ore 18-24) e protagonisti dell'evento sono i produttori vitivinicoli della Strada dei Vini di Carmignano e le specialità gastronomiche del territorio. Verranno presentati i vini IGT, DOC e DOCG di Carmignano e di Montemurlo a cura dei 15 produttori della Strada dei Vini di Carmignano e dei sapori tipici pratesi. Oltre 60 etichette diverse di vino dal famoso Pinot nero, al Carmignano Riserva, dal Ruspo al vin santo. Ampio spazio al giardino Buonamici avranno anche le performance con il DolcePrato show, a cura dei Pasticcieri pratesi e Consorzio per la tutela e valorizzazione del biscotto di Prato e il RistoPrato show, performance a cura dei ristoratori pratesi. Intanto nella sala del Gonfalone di Palazzo Buonamici si terrà la Wine school, piccole lezioni di degustazione di vino a cura di Ais-Delegazione di Prato. Subito dopo alle 20,00 si parlerà di donne nel mondo del vino con Cinzia Benzi, autrice del libro "Vino: femminile, plurale". Dalle 23 torna “Pane&Stelle” il trekking urbano alla scoperta del buon pane dei forni di Prato.
La manifestazione dedicata alla cultura del cibo, del vino e del buon vivere continua nel pomeriggio di domenica 11 giugno. Dalle 17 c'è un nuovo laboratorio di pasticceria per bambini, alle 17,30, al Caffè le Logge, ci aspetta Andrea Gori, sommelier informatico, con il suo "Manuale di conversazione sui grandi vini rossi", .al Museo del Palazzo Pretorio due nuovi appuntamenti (18,00 e alle 19,00) con la visita al museo e degustazioni di birra (del birrificio Rhyton) e Mortadella di Prato IGP, alle 19,00 un nuovo inebriante tuffo nel gusto ci aspetta nel Giardino Buonamici con vino e prelibati prodotti gastronomici pratesi. Alle 18 si parla di “Cibo e salute! e il Gusto?” nella sala Consiliare di Palazzo Buonamici. Il pomeriggio si conclude infine con nuovi cooking show, DolcePrato show e RistoPrato show e una nuova sessione della Wine school con le piccole lezioni di degustazione di vini.
L'emozione del gusto di eatPRATO sarà protagonista anche in città, i locali e i ristoranti di Prato proporranno nei loro menu e nei loro aperitivi i vini e i prodotti del territorio.


Informazioni: www.eatprato.it
Prenotazioni: Ufficio Informazioni Turistiche, tel. 0574 24112 info@pratoturismo.it
Sono partner dell'iniziativa:
I consorzi: Mortadella di Prato; Biscotto di Prato; Gran Prato e Vino di Carmignano
Le Associazioni: Cna Toscana Centro, Confartigianato Imprese Prato, Confcommercio Province Prato e Pistoia, Confesercenti Prato
Altri: WeM_ParK Laboratorio universitario per il marketing digitale e le tecnologie IC, AIS delegazione Prato, Andare a Zonzo
Sponsor: Trenitalia Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, CAP Cooperativa Autotrasporto Pratese


Fabrizio Del Bimbo

mercoledì 15 marzo 2017

Acetaia Leonardi, Gustiamo.com, Koppert Cress e Amarcord a Taste 2017



Ampia e variegata e' stata la serie di eventi Fuori di Taste 2017: tra questi spicca la serata Golosando presso il Caffe' Paszkowski, nella centralissima piazza della Repubblica, organizzata dall' Acetaia Leonardi di Magreta, artigiani produttori dal 1871.



                Una panoramica dei prodotti dell'Acetaia Leonardi


La produzione di questa azienda annovera gli Aceti Balsamici di Modena della linea Good Luxury da 2 fino a 15 travasi; le creme di Balsamico Igp della linea Le Caprice pure, personalizzate per la grigliata o abbinate a fichi, peperoncino, tartufo, mirtilli, ciliegia e altri frutti, caffè e cacao. Da non perdere anche il Balsamoro Diamond, condimento agrodolce invecchiato secondo il metodo tradizionale in botticelle di castagno, ciliegio, rovere, gelso e frassino. Nell'occasione è stata presentata una bottiglia speciale a goccia di aceto balsamico da 250 ml.


                         La bottiglia speciale dell'Acetaia Leonardi



                                             La serata di Gustiamo da Pampaloni


Spumeggiante l'evento organizzato presso La fabbrica di Pampaloni dall'azienda Gustiamo.com che promette "Italian best foods" per corrispondenza . Questa azienda gestita al femminile mantiene sempre le sue promesse Fare shopping sul sito web di Gustiamo è come acquistare in un mercato italiano con un cesto di vimini sul braccio insieme magari ad una massaia italiana che consiglia quali scegliere tra marmellate biologiche siciliane o funghi porcini sott'olio emiliani. Gustiamo è stata fondata nel 1999 e sempre gestita da donne oriunde italiane con un approccio molto personale ed una passione per la qualità e la perfezione. 
 Oggi la titolare e' Beatrice Ughi, affiancata dai colleghi Danielle Aquino e John Costello, americani che sono venuti appositamente dal Bronx per partecipare alla serata fiorentina e celebrare i meravigliosi produttori di cui imoortano le delizie negli USA. Gustiamo rifornisce con i suoi prodotti chef e ristoranti in tutti gli States.



                                      
                      La preparazione del pesto ligure

I prodotti Gustiamo sono difficili da trovare, spesso fatti a mano e biologici. C'è una meravigliosa selezione di riso da Piemonte e Veneto, pasta artigianale Faella e Martelli di elevata qualità di grano rispetto ai marchi commerciali. Poi ci sono gli oli di oliva, "oro liquido": Gustiamo cerca l'olio extravergine d'oliva di alta qualità i cui produttori di 8 regioni diverse utilizzano solo olive dell'ultimo raccolto con il pieno controllo su tutte le fasi della produzione.


A segnare la partecipazione di Birra Amarcord all’edizione 2017 di Taste, ecco l’evento “Cress & Beer", aperitivo esclusivo, un incontro di gusto tra le Birre Amarcord e Koppert Cress, azienda che propone piante e vegetali edibili, ingredienti particolari che arricchiscono piatti gourmet si è tenuto nresso Gurdulù, ristorante dall’atmosfera parigina, sapori balcanici e rispetto della tradizione toscana nel cuore di Firenze.


                   La preparazione dei cocktail da Gurdulù


 Nicoletta Curradi

sabato 11 febbraio 2017

Pecorino Toscano DOP e Finocchiona IGP alla Chianti Classico Collection 2017

Pecorino Toscano DOP e Finocchiona IGP tornano anche quest'anno protagonisti fra le eccellenze gastronomiche italiane che arricchiscono la "Chianti Classico Collection 2017".

 L'appuntamento e' in programma lunedi' 13 e martedi' 14 febbraio a Firenze, nella cornice della Stazione Leopolda, con la presenza di centinaia di etichette e migliaia di bottiglie in degustazione, servite e introdotte dai produttori e da esperti sommelier.


La due giorni fiorentina, che aprira' le "Anteprime Toscane" dedicate al vino, e' promossa dal Consorzio Vino Chianti Classico. L'abbinamento intramontabile del Pecorino Toscano DOP e della Finocchiona IGP con il Chianti Classico consolida legami enogastronomici antichi, che affondano le loro radici nella storia e nelle tradizioni rurali della regione, e rafforza una sinergia maturata negli ultimi anni fra i diversi consorzi di tutela. A unirli e' la volonta' di valorizzare e promuovere produzioni DOP, IGP, DOC e DOCG che trovano valore aggiunto, a livello nazionale e internazionale, nella certificazione di qualita' e nel legame con il territorio di produzione, rendendoli ambasciatori della Toscana nel mondo. Questa partecipazione non e' un evento a se stante, ma si inquadra all'interno di un progetto piu' ampio e pluriennale per la realizzazione di in una serie di iniziative che vedranno sempre piu' i Consorzi di tutela dei prodotti agroalimentari toscano fare sistema, spesso e volentieri anche con il mondo del vino, come avviene in questo caso.


Nicoletta Curradi

mercoledì 28 dicembre 2016

San Silvestro con vista a Villa Viviani



Cucina di livello e musica live in una location unica e accogliente


 Il fascino di una dimora storica e la certezza di un’accoglienza dove nulla è lasciato al caso. Anche quest’anno, Villa Viviani a Settignano (via Gabriele D'Annunzio, 230) per il cenone di San Silvestro ha in programma una serata all’insegna del buon cibo e della musica dal vivo. Si partirà alle 20, accompagnati dalle note di Paolo Agatensi, cantante e musicista fiorentino che con la sua musica scandirà i momenti della serata. Spazio quindi al gusto, quello di una cucina che mette al primo posto la qualità e il servizio impeccabile e cortese: la cena sarà servita ai tavoli, con un menù che comprenderà specialità sia di terra che di mare.

Come sempre, grande attenzione sarà data sia alla scelta delle materie prime, tutte di qualità, che alla presentazione dei piatti, capaci di soddisfare il palato più raffinato ma anche l’occhio più attento. Fra le proposte ecco allora lo sformatino di verza e ricotta, il sauté di totani su carciofi, i raviolini in salsa di Castelmagno, il filetto alla Rossini. Dulcis in fundo, la charlotte di castagne e rum. Le portate saranno accompagnate da ottimi vini e spumanti. Per i clienti è a disposizione il guardaroba e il parcheggio privato all’interno della villa.


La parte più antica della villa risale al 1200, quando la famiglia Tanagli costruì una “casa da signore nel popolo di Santa Maria a Settignano”. La Villa, detta Belvedere proprio per la sua posizione panoramica, nel 1600 passò alla famiglia Cerretani che effettuò alcuni lavori di trasformazione e di modifica a partire dalla copertura del grande cortile interno. Questo spazio divenne così il salone delle feste, alto quanto i due piani della casa. Alla fine del 1800 poi, la villa passò per eredità ai Viviani della Robbia.

Info: 055.697347, 337.685970, www.villaviviani.it


Fabrizio Del Bimbo