lunedì 1 ottobre 2018

Ristoranti: presentata a Firenze la guida 2019 de L'Espresso



Dopo la cover d'oro dello scorso anno, dedicata al quarantesimo anniversario e al varo del cappello d'oro (simbolo che segnala i locali "grandi classici), la guida I Ristoranti d'Italia dell'Espresso torna a scegliere il rosso per la nuova grafica.
Con l'edizione numero 41 arriva in libreria e edicola (e su telefonino e tablet per chi preferisce scaricare la app) una rinnovata fotografia della ristorazione del Paese, che il direttore della Guida Enzo Vizzari definisce "viva, ricca, varia, che consolida e arricchisce i propri punti di forza ma si aggiorna e si diversifica, anche cambiando connotati e caratteristiche".
Non sfugge infatti a chiunque mangi fuori casa qualche volta, che al ristorante classico, alle “vecchie” trattorie e pizzerie si affiancano modelli nuovi, per forma e identità. Ecco allora sempre più numerosi locali etnici di qualità, i locali cosiddetti polivalenti che cambiano la proposta in base all’orario – e servono dalla prima colazione al light lunch, dall’aperitivo all’after dinner passando per la cena - e poi i ristoranti per vegetariani e vegani, le pizzerie cosiddette “gourmet”, le hamburgerie, le paninerie, le piadinerie... Non sono da dimenticare anche i luoghi popolari per eccellenza, i cui prodotti si godono  per strada: le botteghe della farinata "5 e 5" a Livorno, del pani ca' meusa a Palermo, del lampredotto a Firenze e così via.
Tra le regioni la Lombardia, innanzitutto, si rivela la più dinamica e, insieme con il Veneto e il Piemonte, esprime tavole di riconosciuta caratura internazionale. La guida guarda con attenzione anche a questi aspetti, "con l’obiettivo - sottolinea il direttore - di rendere un serizio ai lettori, non di gratificare o penalizzare questo o quel cuoco, perché vuole appunto guidare alla ricerca del buono autentico che si può trovare".
La sala di Lido 84, l'altra grande novità al vertice della Guida
E secondo le decine di autori della guida il buono autentico si trova in circa 2000 indirizzi, ai quali sono dedicati una scheda e un giudizio. Duemila recensioni dunque, che sono moltissime, se si considera che ogni locale descritto viene visitato nel corso dell'anno anche più volte. Ma indica anche l'estrema selezione che la guida rappresenta, dato che questo duemila è in effetti l'1% dei luoghi in Italia in cui - per usare un termine burocratico - si "somministra" cibo.
Il giudizio  viene espresso in cappelli: da uno a cinque, rispettivamente a simboleggiare: un cappello - Buona cucina,  due cappelli - Cucina di qualità e di ricerca,  tre cappelli - Cucina ottima,  4 cappelli - Cucina eccellente e 5 cappelli - I migliori in assoluto.
A proposito, i 5 cappelli, l'anno scorso erano cinque: Casadonna Reale - Castel di Sangro (AQ), Le Calandre - Rubano (PD), Osteria Francescana - Modena, Piazza Duomo - Alba (CN), Uliassi - Senigallia (AN). E e  nella guida 2019 salgono a sette, con l'upgrade ai vertici del neo-tre stelle Michelin St. Hubertus del Rosa Alpina in Val Badia (chef Norbert Niederkofler) e del Lido 84 a Gardone Riviera dello chef Riccardo Camanini.
A quattro cappelli troviamo ventitré locali, contro i sedici dell’anno scorso, e numerosi sono anche i nuovi “tre cappelli”, tutti da scoprire qui. Anche la schiera dei cappelli d'oro ha un nuovo ingresso, quello di Romano a Viareggio (l'anno scorso premio alla carriera), ma con la scomparsa di Gualtiero Marchesi il numero resta invariato: ecco i dieci nell'empireo dei "nuovi classici": Caino a Montemerano (GR) Casa Vissani a Baschi (TR), Colline Ciociare a Acuto (FR), Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio (MN), Don Alfonso 1890 a Sant’Agata sui Due Golfi (NA), Enoteca Pinchiorri a Firenze, Lorenzo a Forte dei Marmi (LU), Miramontio L'Altro a Concesio (BS), Romano a Viareggio (LU), San Domenico a Imola (BO)
Tra le altre novità del volume è che la guida vini - curata da Andrea Grignaffini - ne diventa parte integrante con una "super-selezione" delle migliori bottigle italiane. Mentre la sezione dedicata alle “migliori pizzerie”, inaugurata negli anni scorsi, è ancora più ricca e approfondita.

Nicoletta Curradi 

mercoledì 26 settembre 2018

A Firenze la sesta edizione del SINA Chefs'Cup Contest



Ha avuto inizio da Firenze la fase finale della sesta edizione di SINA CHEFS’ CUP CONTEST, la gara tra coppie di chef stellati, che quest’anno vede protagonista la musica nei piatti.




Martedì 25 al nuovo ristorante “Il Giardino” dell’hotel SINA Villa Medici, nel cuore di Firenze, lo Chef stellato Raffaele Lenzi (Ristorante Berton al Lago di Torno, Como) e lo Chef Olimpico Tino Vettorello (Ristorante Tre Panoce a Conegliano, Treviso) si sono esibiti davanti al pubblico, per una cena d’eccezione con piatti inediti ispirati alla musica.
“Cosa sarà di Lucio Dalla” è, infatti, il piatto che ha proposto lo Chef Lenzi, dettato dalla sua grande passione per il cantautore, che amava carciofi e mortadella: cuore di carciofo e spuma di mortadella è, stata quindi, la ricetta eseguita con la maestria e l’originalità di un grande chef.
Le note musicali hanno, invece, ispirato Chef Vettorello per il suo “Risotto: la sinfonia del prosecco” un primo piatto dove l’uva nelle sue diverse forme è stata protagonista, dai chicchi d’uva congelati, al mosto d’uva di prosecco, al vino prosecco.
A completare il menù della serata di martedì 25 - realizzato con il supporto di Diners Club, il gruppo nato proprio nell’alta ristorazione – il resident chef nippo-fiorentino dell’hotel SINA Villa Medici, Yuichi Taharasako, ha ideato un fagottino di baccalà con crema di polenta tartufata e gorgonzola e, per chiudere in dolcezza come ispira la musica stessa, il dessert “Nocciola” a cura del pasticcere Fabio, a base di riso soffiato e cioccolato, con frutto della passione e nocciola.
L’originale proposta dello chef Yuichi Taharasako ha rispecchiato lo stile del nuovo ristorante “Il Giardino”, dove il pesce regna nelle sue diverse interpretazioni, grazie anche alla specifica professionalità, insieme a piatti della tradizione toscana, per un’esperienza multisensoriale che coinvolge non solo il gusto e l’olfatto ma anche la vista: una sala in stile contemporaneo affacciata su uno splendido giardino con piscina nel centro storico di Firenze, dove svetta un albero di Paulonia, ora integrato nel giardino d’inverno, a testimonianza della storia e dell’unicità del palazzo ottocentesco.
Protagonista sulla tavola per la serata d’eccezione, inoltre, l’eleganza dell’etichetta nera dell’acqua Maxima, la nuova acqua gassata creata proprio per l’alta ristorazione, che prende il nome da una delle storiche sorgenti di Ferrarelle a Riardo, insieme a vini selezionati.
Il pubblico in sala ha potuto così assistere ad uno show cooking originale e divertente, reso possibile da Les Chefs Blancs, assaporando i piatti accompagnati dalle note musicali alle quali si ispirano, grazie alle cuffie Tunit Bluetooth di Med Store: una vera e propria immersione con il coinvolgimento di tutti i sensi, per la sesta edizione di SINA Chefs’ Cup Contest, definita appunto 5.0, che come ogni anno prende vita negli alberghi del gruppo SINA Hotels, per un tour attraverso l’Italia.
Creatività, passione e ispirazione: queste le caratteristiche che ad oggi hanno visto esibirsi 70 chef della grande cucina italiana, con ricette inedite ispirate a temi artistici come la musica, il cinema, l’arte, la moda, i fumetti e le fiabe.
L’edizione 2018 di SINA CHEFS CUP CONTEST proseguirà poi a Parma, il 23 ottobre, per concludersi a Milano, il 20 novembre.

Nicoletta Curradi

martedì 25 settembre 2018

Torna a novembre la Biennale enogastronomica






La Biennale Enogastronomica è un appuntamento che si rinnova ogni due anni e fotografa lo stato attuale dell’enogastronomia, con occhio attento e curioso verso ciò che cambia e si rinnova nel comparto food&beverage. Un’occasione di incontro e di scambio tra addetti al settore e pubblico, per capire le nuove tendenze del gusto.
Nata come biennale enogastronomica fiorentina nel 2008, è cresciuta negli anni fino ad acquistare carattere nazionale, giungendo alla sua sesta edizione. Da manifestazione destinata a un pubblico finale di appassionati e golosi diventa quest’anno anche manifestazione per gli operatori, con l’intera giornata del lunedì dedicata al B2B tra produttori e operatori del settore enogastronomico.
L’edizione 2018 vuole anche caratterizzarsi come l’edizione dinamica e accessibile.
Dinamica: la biennale 2018 avrà una unica sede alla Fortezza da Basso dove coesisteranno ben sei aree tematiche per una 4 giorni densa di attività ed eventi in contemporanea nelle diverse aree. Sarà il pubblico il vero protagonista delle attività, grazie alle numerose degustazioni guidate, i focus masticabili,  le rubriche La voce del Consorzio, gli workshop di Piazza della Pizza. Attività volutamente molto più numerose delle edizioni precedenti,  proprio per dare la possibilità a un numero sempre maggiore di persone di poter fruire dei vari appuntamenti.
Accessibile: “sono stato alla Biennale e domani ci ritorno!” Ecco l’obiettivo:  far vivere al pubblico tutti e i 4 giorni di biennale. Per questo non ci sarà alcun biglietto di ingresso, proprio per creare un momento di educazione enogastronomica accessibile e fruibile per tutti, più volte al giorno, più giorni consecutivi.
Tra le altre novità: Piazza della Pizza, un’area tematica dedicata esclusivamente alla pizza d’autore, con i più grandi maestri pizzaioli quali interpreti della rivoluzione gastronomica in atto, che sta coinvolgendo in particolar modo Firenze, tanto da venir definita la Nuova Capitale della Pizza.
Nell’edizione 2018 tanto spazio al vino e alla birra, come mai prima d’ora. Ben 200 aziende vinicole tra singole e Consorzi, e le numerose attività didattiche per caratteristiche e stili birrari.
E ancora tanti i focus masticabili sui prodotti alimentari e la grande novità dei Table chef. Superato il concetto dei cooking show, l’incontro con i grandi chef stellati italiani sarà proprio a tavola per rendere vera e possibile l’esperienza gastronomica.

Fabrizio Del Bimbo 

lunedì 17 settembre 2018

Sagra del Seitan all'Obihall il 22 e 23 settembre



Sagra del Seitan
Tutto il vegan che vuoi
Sabato 22 e Domenica 23 settembre 2018
Obihall – via Fabrizio De André angolo lungarno Aldo Moro – Firenze
Area giardino: ingresso gratuito per tutti
Area indoor: ingresso 4 euro, gratuito per i soci e per bambine/i e ragazze/i entro i 14 anni.
Per i soci Coop e per chi prenota online: ingresso scontato a 3 euro
Info tel. 055.6504112 - www.sagradelseitan.it - www.obihall.it



Un gradito ritorno a Firenze: l’appuntamento con la Sagra del Seitan, il festival che l’associazione Progetto Vivere Vegan propone quest’anno il 22 e 23 settembre negli spazi dell’Obi Hall, sulle rive dell’Arno. Il festival si svolgerà all’aperto, nell’area giardino, e all’interno del teatro.
Sarà un fine settimana all’insegna del veganismo e dell’antispecismo, con un ricco programma culturale che, oltre a conferenze e incontri, proporrà in questa edizione anche una mostra multimediale immersiva, dal titolo “Made for the Animals 2.0”, con le opere di tanti artisti vegan che daranno voce alla questione animale.
E poi, ancora, ci saranno laboratori, momenti di intrattenimento, un’area fiera con prodotti e servizi cruelty free, ristorante, bar, tattoo, food truck, yoga, attività per bambini, punti informazione di associazioni impegnate nella gestione di rifugi per animali salvati da allevamenti o per animali selvatici in difficoltà. Negli spazi commerciali, gli espositori proporranno i propri prodotti e servizi cruelty free, dall’abbigliamento agli accessori, dai prodotti per l’igiene all’alimentazione e a tanto altro senza alcun derivato animale.
“Affronteremo i temi dell’antispecismo e del veganismo da ogni angolazione – spiega la presidente dell’associazione Dora Grieco - con l’obiettivo di informare e coinvolgere. Senza conoscenza non si può scegliere e non si può decidere di cambiare e noi vogliamo fortemente un cambiamento, che deve portare a liberare gli altri animali dalla schiavitù, liberare la Terra dalla nostra oppressione, liberare le nostre idee di pace. Dalla nascita dell’associazione nel 2001, ci siamo impegnati in attività di informazione su come gli animali siano da noi resi schiavi e abusati, maltrattati e uccisi e su come sia possibile cercare di porre fine a tutto questo. Crediamo che solo la scelta consapevole di ogni singola persona, di voler interrompere lo sfruttamento degli animali, possa fare la differenza e portare al cambiamento”.
Da sempre la Sagra del Seitan è anche un’occasione unica per gustare dell’ottimo cibo vegan. “Dalla prima edizione nel 2005 – spiega Roberto Politi - il nostro festival si è sempre caratterizzato per una ristorazione curata e gustosa, per sfatare l’idea che mangiare vegan sia riduttivo. In questi anni siamo cresciuti ancora e a settembre il menù riserverà non poche sorprese anche se non mancheranno i nostri classici arrosticini di seitan che hanno fatto tendenza in quasi tutti i festival vegan. Da noi si potranno assaggiare quelli preparati con la ricetta vegan originale”.
Interessante e ricco il programma delle attività e delle conferenze. Fra gli ospiti potremo incontrare Antonella Bellutti, ciclista vegan, due volte medaglia d’oro alle Olimpiadi, che racconterà la sua esperienza da atleta vegan, Sara d’Angelo attivista della Rete dei Santuari di Animali Liberi, ci dirà di questi posti magici, Annamaria Manzoni, psicologa, ci parlerà di empatia, e ancora Vasco Merciadri, medico chirurgo, tratterà di alimentazione e salute. Si parlerà anche di cucina vegan con diversi ospiti fra i quali Jessica Callegaro e Lorenzo Locatelli. Non mancheranno i laboratori e attività dedicate ai bambini. Sul sito è visionabile il programma completo.
Per quanto riguarda la mostra “Made for the Animals 2.0”, il visitatore avrà modo di vedere le opere di 32 artisti vegan da tutto il mondo. Le opere saranno presentate attraverso un video proiettato su grande schermo. Ci saranno inoltre grandi stampe delle opere e alcune installazioni video. La musica di sottofondo è stata scelta dal repertorio di Moby (anche lui vegano etico ma molti anni). “Made for the Animals 2.0” conferma la sensibilità di artisti di tutto il mondo riguardo i temi dell’antispecismo e del veganismo, filo conduttore della propria arte.
In allegato il programma dettagliato della due giorni.
www.sagradelseitan.it
Area giardino: ingresso gratuito per tutti.
Area indoor: ingresso 4 euro, gratuito per i soci e per bambine/i e ragazze/i entro i 14 anni. Per i soci Coop e per chi prenota online: ingresso scontato a 3 euro.
 
Sagra del Seitan
Firenze, sabato 22 e domenica 23 settembre
Obihall, via Fabrizio De André, angolo lungarno Aldo Moro
apertura: sabato dalle 10 alle 22, domenica dalle 10 alle 20
Contatto: 
Roberto Politi 335 6177997


Fabrizio Del Bimbo




mercoledì 12 settembre 2018

La quarta edizione di Food&Wine in orogress


Presentata a palazzo del Pegaso Food&Wine in progress 2018.



Food&Wine in progress, la cui quarta edizione si terrà il 1o e 2 dicembre prossimi,  è un evento che unisce i due mondi di cibo e vino ed è promosso dall’Associazione Italiana Sommelier Toscana e dall’Unione Regionale Cuochi Toscani.

Food & Wine in Progress nasce nel 2015, in occasione del congresso Fic (Federazione Italiana Cuochi), coinvolge associati sia di Ais sia di Urct, produttori, istituzioni, scuole alberghiere e il marketing del settore, con la volontà di costruire un modello finalizzato al dialogo e al confronto per valorizzare e promuovere il Made in Tuscany.

Ais Toscana è l’associazione leader in Italia che si impegna a diffondere la cultura e la conoscenza del vino e a formare professionisti del settore.

Unione Regionale Cuochi Toscani raccoglie sotto un’unica organizzazione cuochi, ristoratori, titolari di strutture alberghiere e pubblici esercizi, scuole alberghiere e aspiranti cuochi.

Food & Wine in progress è la sintesi  del vino e dell’arte della cucina. “Creatività, visione, innovazione e rispetto della materia prima e della produzione di eccellenza, sono i valori che la due giorni della Leopolda vuole infondere agli addetti ai lavori e ai visitatori che ne prenderanno parte. Professionalità unita a comunicazione, promozione della territorialità e dell’artigianato, per raggiungere il risultato di un interscambio sociale economico e culturale”, si legge nel comunicato stampa.
I produttori, nel corso dell’evento, presentano la loro azienda, le loro produzioni, il lavoro agricolo, le caratteristiche degli alimenti e gli ultimi aggiornamenti tecnici e strumentali.
I cuochi sono parte attiva e interattiva della manifestazione con Master e Cooking Show, dove mostrano le tecniche di trasformazione degli alimenti, le ricette della tradizione e anche nuovi concetti e tendenze della cucina moderna che usufruisce delle ultime tecnologie.
I sommelier attraverso degustazioni generali e specifiche, raccontano il vino con la poesia che esalta i profumi e le essenze delle grandi eccellenze della Toscana.

Un mondo di alte professionalità che, dialogando, favoriscono e sviluppano passioni, ma anche l’eccellenza di uno settore, quello enogastronomico, in grande fermento e crescita, come produzioni e interesse dei media. Partecipare a un evento che mette i riflettori su una regione, la Toscana, simbolo della grande enogastronomia in tutto il mondo, significa far parte di una vetrina privilegiata destinata a segnare il futuro del settore.

“Il nuovo brand – afferma il presidente di AIS Osvaldo Baroncelli – abbina al vino l’uovo che con il vino rappresentano simboli ancestrali; insieme hanno percorso i millenni della nostra civiltà in continuo progress, così come il lavoro dei cuochi e sommelier: figure che non si fermano mai e fanno dello studio e della ricerca uno dei punti forti della loro professione per far sì che al consumatore arrivi una proposta sempre più attuale. Come in ogni edizione di Food & Wine proporremo sezioni di Wine School e degustazioni tematiche di alto livello. E’ l’eccellenza quella che vogliano promuovere, una eccellenza in continuo progress”.

“Cuochi e Sommelier, quattro anni fa, hanno dato vita a questo evento, dimostrando di poter essere rappresentanti di una food valley molto autorevole che è la toscana – ha affermarlo Roberto Lodovichi, presente dell’ Unione Regionale Cuochi toscani – il progresso è evoluzione e attenzione al mercato di un settore, quello enogastronomico, che è sempre più attento a ogni sollecitazione sociale e che rappresenta la tradizione del nostro territorio. Quest’anno, ancora di più rispetto alle edizioni precedenti, ci concentreremo su importanti showcooking e proporremo cooking class molto importanti sulla cultura del cibo nell’epoca moderna riservando la giusta attenzione a biologico, vegano, cucina a bassa temperatura, cucina molecolare, gluten free e molto altro”.

Fabrizio Del Bimbo







sabato 14 luglio 2018

Finocchiona IGP e birra artigianale, un binomio tutto toscano




La finocchiona, regina dei salumi toscani, nasce nel Medioevo sulle colline nel cuore della regione, per poi espandersi in tutta la Toscana. Dall'aprile 2015 la Finocchiona si fregia del marchio di Indicazione Geografica Protetta, che regolamenta e valorizza la tradizionale ricetta toscana. Sempre nello stesso anno è nato anche il Consorzio di tutela della Finocchiona IGP, che ha come obiettivo la valorizzazione, la promozione e, ovviamente, la tutela, della Finocchiona IGP in Italia e all'estero. Sono 44 i produttori associati al Consorzio impegnati quotidianamente nella produzione e nella scelta della qualità per garantire al mercato interno e all'export, in oltre 30 Paesi del mondo, un prodotto eccellente. Ai consumatori che acquistano la Finocchiona con marchio IGP viene garantito il salume unico e riconoscibile, prodotto esclusivamente in Toscana, verificato da un ente terzo di controllo in ogni fase di realizzazione, caratterizzato dalla ricetta originale tramandata di generazione in generazione. L'Unione Europea ha approvato il Disciplinare di produzione della Finocchiona IGP che ne garantisce l'autenticità e il rispetto della ricetta e della lavorazione tradizionale, così da ottenere un prodotto finito sempre fedele alle caratteristiche proprietà organolettiche. 
Con il riconoscimento del marchio IGP, l'Unione Europea attesta il rapporto unico che esiste tra l'insaccato Finocchiona e la regione Toscana. Ognuna delle fasi di realizzazione deve seguire le regole dettate dal Disciplinare riconosciuto dall'UE e garantite dall'organo di controllo. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali incarica l'ente, indipendente dal Consorzio di tutela, tenuto a vigilare con ispezioni e verifiche periodiche sul corretto adempimento delle regole di produzione.
Gli articoli del Disciplinare di produzione della indicazione geografica protetta Finocchiona, ne descrivono caratteristiche, pezzatura (da formati piccoli da 0,5 Kg di peso all’insacco a formati più grandi fino ad un massimo di 25 kg di peso all’insacco), aspetto esterno, quello al taglio, le proprietà chimiche e organolettiche. Si passa poi alla puntuale descrizione della materia prima che prevede, ad esempio, per le carni indicazioni determinate dal Libro Genealogico Italiano per la produzione dei suini. Anche la preparazione deve pedissequamente seguire il Disciplinare, all'interno del quale sono specificate le proporzioni di tutti gli ingredienti, le modalità di asciugamento e tempi di stagionatura in relazione al peso.
La produzione dell'insaccato che vuole fregiarsi del marchio IGP, deve innanzi tutto essere prodotto nel territorio continentale della Toscana ed utilizzare specifici tagli di carne suina. Esiste una proporzione ben precisa di ingredienti da insaccare, che possono variare di poco e solo per conferire il carattere specifico che l'azienda di produzione ha deciso di imprimere al proprio prodotto. 
Per 100 Kg di impasto il Disciplinare prevede una quantità di sale compresa tra tra 2,5 e 3,5 Kg, pepe macinato tra 50 e 100 grammi e tra 150 e 400 grammi per quello in grani. L'aglio, previsto anche in quantità equivalente di tipo disidratato, deve avere un peso compreso tra 50 e 100 grammi. Infine, i semi e/o fiori di finocchio, l’ingrediente che dona il tipico gusto ed il nome alla Finocchiona IGP, in dose compresa tra 200 e 500 grammi.



Amore per la tradizione, materie prime di altissima qualità e forte legame con il territorio, sono questi gli ingredienti unici che fanno della Finocchiona IGP la regina degli insaccati, unica, dal carattere “toscano”, che conquista le tavole e i taglieri di tutto il mondo.

Il panino con la finocchiona viene abitualmente associato al bicchiere di vino rosso, anch'esso tipico toscano. Ma in tempi recenti si è scoperto un nuovo abbinamento con la birra artigianale, sempre di origine toscana,. Per esempio quella prodotta dal birrificio agricolo San Girolamo di Vitiano che vanta una storia secolare nella produzione di olio di altissima qualità da 10.000 piante di olivo, una produzione biologica di prestigio che misura con attenzione pregio e quantità che è arrivata ai nostri tempi forgiata dalla storia e dal tempo e che oggi arricchisce le tavole gourmet di tutto il mondo.
Da quest’antica sapienza è nata una nuova tradizione che ereditandone i valori e il carattere traccerà un nuovo corso. Unendo l’amore per la terra a quello per la birra è stato fondato il birrificio San Girolamo. Una passione che è diventata una nuova avventura. Dopo anni ad apprendere i segreti della coltivazione dell’orzo e del luppolo, a studiare e mettere a punto le ricette come homebrewer, nasce il birrificio agricolo a metro zero, un luogo unico, dove i frutti della terra cresciuti a pochi passi dal birrificio danno vita ad una birra di qualità superiore e dal gusto unico, sintesi di materie prime genuine, di una sapienza che affonda nella storia e di grande una passione. Un nettare che sprigiona i profumi e i colori della Toscana e che ben si accompagna alla finocchiona IGP. Da provare!



Info: www.finocchionaigp.it
www.birrasangirolamo.it
www.salumeriadimontesansavino.com

Fabrizio Del Bimbo

Foto di Nicoletta Curradi
La finocchiona delle foto è prodotta dalla Salumeria di Monte San Savino 

giovedì 28 giugno 2018

Rossini nel piatto, perfetto connubio tra gastronomia e musica



‘Rossini nel piatto’ un concorso gastronomico d’eccellenza
per celebrare il musicista e il gastronomo



I vincitori prepareranno la Cena di gala finale dell’Italian Brass Week che si terrà sul Ponte Vecchio a Firenze il 28 luglio
Ha segnato il legame perfetto tra la musica e il cibo, e ha vissuto alla ricerca dell’accordo perfetto, dell’armonia dei sapori come delle note musicali, si tratta di Gioacchino Rossini, famoso compositore italiano, nato a Pesaro e deceduto 150 anni fa in Francia, oggi le sue spoglie si trovano nella Chiesa di Santa Croce a Firenze, vicino a quelle di Galileo Galilei, Michelangelo e Macchiavelli.
E proprio per celebrare quest’anno il 150° anniversario della morte di Gioacchino Rossini, musicista, compositore ma anche noto gastronomo e amante della cucina e del buon cibo, la Scuola di Arte Culinaria Cordon Bleu di Firenze ha deciso di istituire un concorso gastronomico legato alla figura del grande artista. Da qui il nome ‘Rossini nel piatto’, immaginando come la sua figura di artista poliedrico possa ancora oggi ispirare nuovi talenti nella creazione dei loro piatti.
La Scuola di Arte Culinaria Cordon Bleu insieme all'Associazione Cuochi Fiorentini, è stata coinvolta attraverso questo progetto in un evento ancora piu grande: l’Italian Brass Week, un festival musicale internazionale che quest’anno giunge alla sua 19esima edizione, un’intera settimana di musica dedicata ai giovani talenti provenienti da tutto il mondo con masterclass e concerti che coinvolgeranno la città di Firenze dal 22 al 28 luglio 2018.
Il concorso Rossini nel piatto, è aperto a tutti professionisti e non, cuochi, studenti o semplici appassionati, unico requisito l’amore per la buona cucina e la voglia di mettersi alla prova proponendo una propria creazione.
Le ricette ispirate al grande Maestro, sono state selezionate e i migliori saranno chiamati a preparare il piatto per una giuria di altissimo livello. Nelle cucine della Scuola di Arte Culinaria Cordon Bleu a Firenze il prossimo 30 giugno, verrà scelto il vincitore di ogni categoria: antipasti, primi piatti, secondi piatti, dessert e le quattro portate verranno servite durante la Cena di Gala finale dell’Italian Brass Week che si terrà sul Ponte Vecchio a Firenze il 28 luglio 2018.
In questa occasione verrà decretato il vincitore assoluto del concorso.
La Scuola di Arte Culinaria Cordon Bleu insieme all'Associazione Cuochi Fiorentini  è accompagnata in questa avventura dall’Unione Regionale Cuochi Toscani, dalla Federazione Italiana Cuochi e da Confcommercio Firenze.
Saranno presenti come giudici lo chef creativo de Le Macchie Paolo Parisi, Maria Probst del ristorante Tenda Rossa, Saverio Carmagnini come chef sommelier, Michele Manelli della Cantina
Salcheto, sponsor del progetto, il prof. Guido Mori coordinatore didattico, Gabriella Mari e Cristina Blasi direttrici del Cordon Bleu Firenze.
Sabato 30 giugno, selezionate le migliori ricette ispirate al grande maestro, avremo definito il menù completo che verrà servito durante la Cena di Gala finale dell’Italian Brass Week che si terrà sul Ponte Vecchio a Firenze il 28 luglio 2018.
La cena organizzata in collaborazione dell’Associazione Ponte Vecchio, sarà accompagnata da uno spettacolo musicale offerto dai partecipanti dell’Italian Brass Week e ha come scopo benefico quello di raccogliere fondi per giovani talenti della musica e della cucina.
Una menzione speciale verrà decretata al Piatto più sostenibile, premio promosso dalla Cantina Salcheto che da sempre impegnata a promuovere i valori di sostenibilità, siano essi ambientali sociali o economici, premierà il piatto che meglio coniuga questi valori.
Accompagneranno e supporteranno le varie fasi del concorso alcune eccellenze del nostro territorio: il Consorzio dell’Olio Toscano, Giotto Fanti Fresh, Acqua San Felice, Savini Tartufi, La Via delle Indie, Coltelleria Fontani Scarperia e le Rose edibili biologiche della Fattoria la Villetta.

Scuola di Arte Culinaria Cordon Bleu
Via Giusti, 7 Firenze
rossininelpiatto@cordonbleu-it.com
www.cordonbleu-it.com
www.italianbrass.com


Fabrizio Del Bimbo